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Obbligo POS rinviato
Oggetto: Obbligo POS rinviato
Data invio: 2014-02-25 00:20:23
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obbligo POS rinviato

Obbligo Pos: anche il Senato lo rinvia, ma è mini-proroga

da @nmvi Oggi di Venerdì, 31 Gennaio 2014

 

 Il Senato ha dato il via libera alla proroga dell'obbligo per imprese e professionisti di dotarsi di POS. Slittamento di tre mesi.
L'entrata in vigore della disposizione slitta dal 1º gennaio 2014 al 30 giugno 2014, per consentire alla platea degli interessati di adeguarsi al nuovo obbligo.
Grazie ai due emendamenti (8.0.1 e 9.67 dei senatori Hans Berger e Andrea Augello) al ddl Milleproroghe, approvati il 30 gennaio dall'Aula di Palazzo Madama, professionisti e imprese avranno sei mesi in più di tempo per adeguarsi all'obbligo di installare il POS nei propri studi e nelle aziende, previsto dall'articolo 15 del DL 179/2012, convertito nella Legge 221/2012.

Le norme attuative dell'obbligo di accettare pagamenti mediante POS sono state definite dal DM 24 gennaio 2014 pubblicato solo pochi giorni fa in Gazzetta Ufficiale, e che entrerà in vigore il 26 marzo 2014. Slitta così di poco più di tre mesi la scadenza prevista al 28 marzo.

Il mini-rinvio, che allinea la scadenza per i grandi studi a quella già prevista per tutti gli studi e i negozi, è frutto di un compromesso tra Senato e Governo. In commissione Affari costituzionali i senatori avevano votato una proroga più lunga, fino al prossimo anno, ma con il parere contrario del Governo. In Aula il Governo ha accettato il rinvio, ma a condizione che fosse limitato al prossimo 30 giugno.

Inserito nel disegno di legge di conversione del decreto legge 150/13, cosiddetto Milleproroghe, il mini-rinvio dovrà affrontare adesso l'esame della Camera. La ratifica del provvedimento deve avvenire entro il 28 febbraio

 

Da fine marzo, l'obbligo di accettare pagamenti con carte di debito si applicherà agli importi superiori ai 30 euro. Fino al 30 giugno, l'obbligo riguarderà solo i professionisti con fatturato superiore a 200mila euro.  Adepp: esclusa la maggior parte dei professionisti. Ma le soglie potrebbero essere riviste.

E' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto dei ministeri dello Sviluppo Economico e delle Finanze sul cosiddetto 'obbligo Pos'. Entrerà in vigore a 60 giorni dalla pubblicazione, vale a dire a fine marzo. Il decreto interministeriale prevede l'accettazione obbligatoria delle carte di debito come modalità di pagamento per l'acquisto di beni, servizi e prestazioni professionali. Anche attraverso canali telematici.

L'obbligo che avrebbe dovuto esser messo in pratica dal 1 gennaio di quest'anno è previsto dal Dl Sviluppo 2.0 (Dl 179/2012, articolo 15, comma 4).

Soglia sopra i 30 euro- Vale per i pagamenti di importo superiore a trenta euro in favore di imprese e professionisti per l'acquisto di prodotti o la prestazione di servizi.
Limite di fatturato a 200mila euro- Fino al 30 giugno 2014, l'obbligo si applica limitatamente ai pagamenti effettuati a favore di imprese e professionisti il cui fatturato dell'anno precedente a quello nel corso
del quale e' effettuato il pagamento sia superiore a duecentomila euro. Questa soglia dovrebbe escludere dall'obbligo la maggior parte dei professionisti italiani: in base ai dati Adepp, citati dal Sole 24 Ore, l'imponibile contributivo medio è di 36mila euro.

I ministeri dello Sviluppo e delle Finanze si riservano, entro novanta giorni di individuare nuove soglie e nuovi limiti minimi di fatturato rispetto a quelli individuati fino al 30 giugno 2014. Potrà anche essere disposta
l'estensione degli obblighi ad ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili.

Carta di debito: E' lo strumento di pagamento che consente al titolare di effettuare transazioni presso un esercente abilitato all'accettazione della medesima carta, emessa da un istituto di credito, previo deposito di fondi in via anticipata da parte dell'utilizzatore, che non finanzia l'acquisto ma consente l'addebito in tempo reale (cd. bancomat).
POS- Deve essere un terminale evoluto di accettazione multipla ovvero che consente l'accettazione di strumenti di pagamento tramite diverse tecnologie, in aggiunta a quella "a banda magnetica" o a "microchip".

Finalità del decreto - L'uso del contante- si legge nel decreto- "comporta per la collettivita' rilevanti costi legati alla minore tracciabilita' delle operazioni e al conseguente maggior rischio di elusione della normativa fiscale e antiriciclaggio, nonche' costi anche per gli esercenti, legati sia alla gestione del contante sia all'incremento di rischio di essere vittime di reati".
"Con questo provvedimento - ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato - si dà ulteriore attuazione ai programmi dell'Agenda Digitale, favorendo i consumatori nei loro acquisti attraverso una più ampia diffusione della moneta elettronica e garantendo maggiore tracciabilità per le transazioni con imprese e professionisti.

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